ENJOY THE INFERNO
Sarà la Vita… Sarà La Morte… Saremo Noi

mar
06

Il vento trema disperato

Tiranno e malinconico

Disperso

Tra gli ingorghi della vita

Non servirà

Il fumo degli incendi

A ricordare quanto eravamo belli

Raccogliete tesori inutili

Dio quanto siete stupidi

Stupidi e romantici

Come un branco di cicale impazzite

Vorrei roteare

Fuori dalle nuvole

E vedere il sole

Più forte di quanto è

Ma piove ruggine

Che ossida il cuore

E’ pioggia tremante

Che bagna le emotive vibrazioni dell’anima.

Ruberei i tuoi giorni migliori

Per farci l’amore

Sulle note della vita che sarà

O che non sarà

Tenera rugiada che ghiaccia

O ardente sole che acceca

E tesse

I sogni dell’anima

Ora vedo fuori dal buio

E il mattino sorride di pioggia

C’è profumo di incenso

Vorrei che l’immenso

Si innamorasse di me

Che si inginocchiasse

Per divenire schiavo

Del desiderio

E tremante si concedesse

Con voluttà ….

Ora ho voglia

Di raccogliere i sogni migliori

E solo quelli rimarranno

Puri e sinceri

Come l’acqua che bevi …

Tanto alla fine lo so

Lo spazio è breve

E le rette del destino sono spietate

Tanto alla fine lo so

E’ inevitabile

Solo l’odio mi salverà

feb
21

Mezzanotte

Nera

Come il cuore di satana

Il grigio torpore

Precede il massacro

E’ eccitante

Soggiornare tra le vostre paure

E’ romantico ridere

Cosparsi del vostro sangue

Miti pagani

Le trincee dell’odio

Guidano il guardiano

Sanguinano le sue mani

Ma lui non prova dolore

La sua gioia è la vostra morte

Vi vede tremanti davanti alla vita

Romantici vigliacchi nei sogni

Non è il vostro carnefice

È la verità che avanza

È la bugia che regna

È il dolore che conquista

È la paura che recide

Le vostre anime

Minuziosamente

È il vostro salvatore

È già dentro di voi

Conficcato

Come chiodi nel vostro cuore

E’ il guardiano dei vostri incubi

Il secolo lo ha imprigionato

Tra lame nefaste

L’eternità lo ha liberato

Perché vi salvasse

Dall’orrendo sogno che stavate facendo

E’ il guardiano

È l’odio che decide

È l’odio che vince

Sempre ….

mag
27
Non c’è più tempo
dobbiamo andare
strade lisce e sudicie
aspettano il nostro arrivo.
Correremo liberi
ovunque andremo,
assaggeremo soddisfatti
il sapore marcio della vita.
Poggeremo fieri
i nostri piedi
sull’asfalto bollente,
quello sarà il nostro unico teatro,
il nostro eterno spettacolo
senza platee
ne applausi,
solo sorrisi
solo lacrime
e voglia
una maledetta voglia
di spingersi oltre
di arrivare in tempo
di spezzare le radici
di infangare sentieri.
Il tempo rimanente
è scandito da una “Meravigliosa”,
il suo veleno costeggia
le mie labbra
con rispettoso piacere,
la stronza mi entra dentro
fin nelle viscere
bruciando anche i pensieri.
Mentre assaporo soddisfatto
la mia amante più fedele
so già
che tra poco
sulle pagine di questo libro
leggerete il vostro “The End”,
un vento nemico
vi darà il vostro
fottuto finale.
Dopo,
non ci sarà più nulla da fare qui
vi lascerò nel testamento
la mia anima
e guarderò un ultima volta
indietro
per scorgere
le muse uccise
che mi lascerò alle spalle
per sempre.
Ora è tardi dolcezza
è giunto il mio momento
devo andare
se vuoi afferrami la mano
e seguimi,
un lago di sangue
chiamato libertà
bacerà il nostro viso
candido di primavera
e mentre l’inverno
scuoterà indignato
le strade grigie e spente,
troverai in me il riparo che meriti.
Fai la tua scelta Bambina
io non ho più nulla da attendere qui
e non posso più aspettare:
It’s The Final Countdown.
mag
27
Due correnti
che infrangono il terreno roccioso,
due correnti
come due vite
come due destini
uniti ma lontani,
perduti
nel tentativo di incrociarsi,
poggiati entrambi
su superfici sabbiose che franano inesorabilmente
al di là del mare.
Ci si perde a guardarlo
questo specchio d’acqua,
le onde che scivolano soffici
sulla sua pelle
limpida e minacciosa,
quanta dolcezza
quanto veleno
contiene.
Quanti ricordi
ci ha portato via
e quanti ne ha restituiti
violenti
adornati da una cornice
chiara e lineare.
Riprenderemo la strada
alle spalle del mondo,
della vita
e forse anche di lei,
madre deforme
di piccoli malati
destinati a morire
prigionieri di un sogno
o forse di un incubo.
Speranze immortali
risalgono in cima
dove non c’è più luce
e si poggiano proprio qui
assopite da anni
per risvegliarsi
davanti a due pezzi di roccia
che tagliano in due il destino
fedele e misterioso.
E sarà crudele
ma sarà dolce
nutrirmi di te.
Saremo Demoni
puri come una vergine
sparsi di coraggio
e di violenza
sulle rive di due mari
di due correnti,
si
di due correnti.
Due correnti
come due vite
come due anime
come Me.
apr
29

S’insinua

la voce ritorna forte

glaciale un sorriso

riemerge tra le fiamme

fumante un inverno

brucia due vite.

Sogno di notte

il tuo viso…

poggiato sul mio

espressioni veloci

di una passione ferma tra le tue mani.

Sentire il tuo profumo

dentro di me

nel giorno

e nella notte

fermarsi a respirare il tuo odore

riemergere piano

da un abisso di dolce sensualità.

Silente

conduco i miei passi

alla porta del tuo cuore

apr
29

Resta immobile,

tra le lenzuola

bagnate fradice

di sudore e sangue.

Un altra notte è appena passata

terrificante

il suo alito mortale

si è nuovamente posato

sull’innocenza umana.

Metriche vibrazioni

esausti ricordi

mura di odio

alzati, urlanti

scagliati contro il mondo.

Gli occhi aperti

spalancati

fissano l’orizzonte,

un punto a caso

lontano anni luce

dalla sua coscienza.

Tempie fumanti

circondano ritagli di pensieri

seduti in cima

nelle viscere della terra,

mitragliano il suo inconscio

con proiettili di rabbia.

Rimane sdraiato

su siringhe conficcate

nelle sue vertebre

che riempiono di veleno

le arterie più remote della sua anima.

Migliaia di strade

incroceranno il suo sguardo assente

di nuovo

stanotte,

ascolteranno silenti e curiose

le grida vigliacche

della paura che avanza.

Un destino

imbrattato di vernice scura

come carbone

lo porta in una nuova stanza,

lo specchio dinanzi a lui

gli ritorna, candida

la sua inafferrabile immagine:

non è un uomo

non è un animale

Lui non è nessuno,

il suo nome è marchiato a fuoco

con il sangue

sui ponti della rinascita,

il suo nome è

REPTILE.

apr
29

Segreti pesanti come macigni

vagano

sui tremendi binari

di un destino

cavalcano il vento

che fischia forte

su un angosciante paura.

Ritmi tribali

scandiscono i passi

nella notte,

mischiano la voglia

a orrendi presentimenti.

Fuggiresti come hai sempre fatto

se non avessi trovato

la strada gia sbarrata

davanti e dietro di te.

Molluschi melmosi

si incuneano

all’interno del tuo io

si impregnano

con l’odore

dell’immenso cadere.

Pareti lisce,

linde

si scagliano sovrane

davanti a te,

non indicano la via

annunciano brusche fermate.

Abbattile

con profonde urla di piacere

finché ne avrai il tempo

affinché non sia troppo tardi…

E domani

sarà un nuovo giorno

l’alba porterà con se

un nuovo profumo

perché così è stato scritto

nel meschino libro della vita.

apr
29

Ed è di nuovo un ritorno a casa

tra lande buie e desolate

immagini fresche e vivaci

percuotono l’asfalto liscio

galleggiano,

in mezzo al fango della vita.

Pensieri che sanno di miele

che sanno di TE

mi riportano

alle dolci ore passate

ai dolci giorni che verranno.

Pensieri che non basteranno

a farti tornare qui

accanto ad un guerriero

innamorato della vita

della vita con te.

A volte succede

che i giorni

e le notti

abbiano lo stesso sguardo

incantato.

Si a volte capita

che migliaia di stelle

abbandonino le loro eterne posizioni

per formare un immagine…

il TUO volto…

Mi ha seguito per tutta la strada

lo specchio del tuo ritratto

ed è ancora qui

davanti a me.

Scende ormai la notte

in questo angolo di mondo

travolto dall’amore

scosso da rossi vortici fiammeggianti,

chiuderò gli occhi

sussurrando il tuo nome

accanto al mio

sperando che l’impossibile avvenga

macchiando questa vita

con la passione di una ninfa.

Chiudo gli occhi…

Sognerò il tuo corpo

fin dove arriveranno le mie carezze…

Fin quando

le libere catene dell’amore

ti terranno stretta

al sanguigno fluire del mio cuore

malato di te…

E un atro domani ci sorride

un altra notte ci appartiene.

apr
29

Ruderi improvvisati

appostati sul ciglio della via

accompagnano il lento andare

fumando vendetta.

Tornano alla mente

ricordi schizzati

di miele e sangue.

Vene pulsanti

immergono la loro energia

nel mattino che viene

mentre gli occhi chiusi

nella notte

rendono viva l’anima nascosta.

Impressioni allucinate

confuse

bussano sull’avvento di

ombre nere

come ustioni.

Silenti rumori

rientrano gelidi

nel corridoio della paura

sibilando furore

colpiranno duro

dove fa male

sull’unico dolore

che giacerà al suolo

pronto ad essere sconfitto

mentre il sole

sorgerà

ad est di un mondo ignoto.

apr
29

Quando l’ultima scintilla di luce scomparve nel cielo, dove era esistita la costa sarda urlava e si contorceva un titanico protozoo vermiforme, proteso a fondersi con le idre che riempivano un’acqua limacciosa color della notte. L’ammasso non aveva intelligenza nè memoria, però portava un nome antichissimo. TANIT

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