REPTILE
Resta immobile,
tra le lenzuola
bagnate fradice
di sudore e sangue.
Un altra notte è appena passata
terrificante
il suo alito mortale
si è nuovamente posato
sull’innocenza umana.
Metriche vibrazioni
esausti ricordi
mura di odio
alzati, urlanti
scagliati contro il mondo.
Gli occhi aperti
spalancati
fissano l’orizzonte,
un punto a caso
lontano anni luce
dalla sua coscienza.
Tempie fumanti
circondano ritagli di pensieri
seduti in cima
nelle viscere della terra,
mitragliano il suo inconscio
con proiettili di rabbia.
Rimane sdraiato
su siringhe conficcate
nelle sue vertebre
che riempiono di veleno
le arterie più remote della sua anima.
Migliaia di strade
incroceranno il suo sguardo assente
di nuovo
stanotte,
ascolteranno silenti e curiose
le grida vigliacche
della paura che avanza.
Un destino
imbrattato di vernice scura
come carbone
lo porta in una nuova stanza,
lo specchio dinanzi a lui
gli ritorna, candida
la sua inafferrabile immagine:
non è un uomo
non è un animale
Lui non è nessuno,
il suo nome è marchiato a fuoco
con il sangue
sui ponti della rinascita,
il suo nome è
REPTILE.